2012 - quinta - Primo incendio

Primo incendio

(ripreso parzialmente dal report di una volontaria)

Venerdì 10 agosto attorno alle 22.00 un abitante del ghetto ci ha chiamato dicendo che era scoppiato un incendio. Per strada abbiamo incrociato un'ambulanza che tornava indietro e abbiamo inseguito i pompieri senza però riuscire ad avvertirli che stavano sbagliando strada. Arrivati al ghetto abbiamo trovato un quarto delle baracche (una cinquantina) rase al suolo, con l'incendio quasi esaurito e circa 200 persone senza tetto.

Il pulmino è ripartito con la metà di noi per cercare i pompieri. Chi è rimasto ha chiesto informazioni sulla dinamica e ha iniziato ad organizzare un tetto provvisorio per donne e bambini.

Dopo un'ora complessiva dalla chiamata sono arrivati i pompieri (ritrovati in una stradina a caso con i mezzi fermi) che sono stati però allontanati da parte degli abitanti molto arrabbiati per il ritardo, in quel frangente abbiamo scoperto che l'ambulanza è stata cacciata via a sassate per lo stesso motivo. Dopo una mediazione da parte di P.Arcangelo ed un carabiniere i mezzi hanno potuto domare quello che rimaneva dell'incendio.

Sono anche arrivati i dirigenti della pubblica sicurezza che sono rimasti comunque in disparte e si sono relazionati solo con i vigili del fuoco, i quali hanno rimosso le bombole (ma le hanno lasciate al ghetto) e stilato un breve verbale di dinamiche e danni.

Il giorno dopo, mentre alcuni con P.Arcangelo sono andati in prefettura e hanno parlato con una funzionaria ottenendo la visita della nuova prefetto Luisa Latella, gli altri hanno iniziato ad aiutare gli abitanti del ghetto a ripulire l'area dell'incendio per poter poi iniziare, poche ore dopo, la ricostruzione e hanno verificato che donne e bambini abbiano trovato soluzioni abitative provvisorie. Grazie all'apporto di nostri amici o associazioni abbiamo così fronteggiato l'emergenza: tre grandi tende da parte degli Scout di Manfredonia per ospitare 60 persone; vestiario da alcune parrocchie e dalla Caritas di Foggia; la Croce Rossa ha portato dei pasti precotti (non molto graditi); abbiamo allestito una cucina da campo e con degli alimenti ricevuti dalla Caritas di Foggia e abbiamo preparato un paio di cene coinvolgendo i lavoratori stessi creando così spazi di socialità nuovi e più comunitari.

Visto che un folto gruppo di persone coinvolte nell'incendio hanno perso i loro documenti, in accordo con la prefettura, abbiamo raccolto i loro nominativi e in collaborazione con la questura se ne è semplificata la duplicazione, terminata un mese dopo. Il fatto che la Prefettura abbia incaricato noi di raccogliere le denunce rende chiaro il riconoscimento dell'esperienza data dalla continuità della presenza e delle pratiche nel ghetto.

Molti ci hanno chiesto della causa dell'incendio aspettandosi la classica risposta della candela, ma la nostra riflessione si è spostata sul fortissimo sfruttamento del lavoro bracciantile che crea isolamento ed emarginazione. In questo contesto l'incendio non è altro che una conseguenza prevedibile data la fatiscenza delle soluzioni abitative.

L'emergenza è stata affrontata nell'immediato esclusivamente dai volontari dell’ IO CI STO.

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