2013 - sesta

Con rinnovato entusiasmo abbiamo rilanciato la sesta edizione del campo di servizio IO CI STO. I preparativi sono iniziati nella ricerca di una nuova sede per alloggiare i volontari, visto che l'Art-Village di San Severo, a causa di una crescita di attività estive e dei lavori in corso, non era più disponibile. Dopo varie ricerche abbiamo trovato una soluzione presso l'Albergo Diffuso a 8 km da Foggia.
La prima settimana, seguendo l'esperienza dell'anno precedente, è stata dedicata alle costruzioni leggere per accogliere i vari servizi da svolgere. Vi hanno partecipato quattro ragazzi minori, provenienti dall'Egitto, dalla Liberia e dal Pakistan, con il loro educatore di una casa famiglia di Roma. Vista la giovane età abbiamo offerto loro anche dei momenti di contatto con altri giovani, una mezza giornata al mare e un po' di turismo. Alloggiati in autogesetionepresso la chiesa Madre di Cristo pochi chilometri da Rignano Garganico, hanno vissuto dei momenti interessanti e di vita fraterna intensa.
Col passare del tempo le iscrizioni dei volontari cresceva lentamente fino ad arrivare a 104 partecipanti provenienti da svariate luoghi dell'Italia e tra loro vi erano anche alcuni provenienti dal Kenya e dalla Colombia. Il Pontificio Seminario Campano Interregionale ha rinnovato la sua partecipazione inviando tre suoi seminaristi. Interessanti sono stati le loro esperienze associative o di gruppo: tre gruppi scout dell'AGESCI, Amici dei Popoli ong, partecipanati ai campi di lavoro di Libera, volontari presso la Caritas o varie associazioni locali in favore dei migranti...
La realizzazione del campo è stata possibile grazie all'impegno dei Missionari Scalabriniani in collaborazione con la coop. sociale Arcobaleno, i Fratelli della Stazione, la Fondazione Migrantes, la diocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, Noialtri di Ortanova, l'ASCS (Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo), l'ANOLF, Avvocato di Strada... Un grazie di cuore a tutti loro, specialmente a Concetta Notarangelo che con passione ha partecipato ad ogni edizione dell'IO CI STO.


Vita di gruppo

La vita comune, essendo autogestita, ha facilitato l'instaurarsi di un buon clima di collaborazione e di arricchimento reciproco. La presenza di vari gruppi già strutturati d'un lato ha facilitato l'organizzazione, ma dall'altro, specialmente con i più giovani, è stato un rifugio per alcuni. Sicuramente sono stati molto positivi, specialmente in alcuni momenti formativi del mattino, quando raccontavano le loro eperienze di gruppo e di servizio. Molto significativa è stata la presenza per tutto il tempo di Gilberto, un colombiano con una ricca esperienza con i migranti in America Latina, specialmente a Neuvo Laredo, al confine Messico - Stati Uniti, così come di Antonio, Clelia, Gianluca, Antonello che, esperti e ricchi di esperienze in Italia in vari settori, hanno contribuito con i loro interessant interventi durante gli incontri del mattino.


Il "Grand Ghetto"

Durante i mesi invernali 2012-2013 il numero degli abitanti del Grand Ghetto si è ridotto a circa 300 persone, ma con la chiusura della cosiddetta "Emergenza Nord Africa" dal primo marzo sono iniziati ad arrivare molti immigrati appena usciti dagli alberghi che li avevano accolti fino ad avere a metà maggio circa 500 persone, a fine giugno 800 e a metà agosto 1200-1300, rispetto alle 800-900 presenze dell'anno precedente. Questo ha significato che molte persone vi erano per la prima volta e che, visto che sono stati accolti in strutture seguite da associazioni, sapevano già l'italiano, per lo meno alcuni. Sono state costruite nuove abitazioni informali (baracche) ed è aumentato notevolmente la presenza di donne dedite alla prostituzione e di mercanti rom o magrebini. Essendo il numero superiore alle possibilità di trovare anche un lavoro, si supponeva un possibile clima di tensione che poteva sfociare in qualche rissa, ma grazie a Dio, non vi è stato nulla di preoccupante.
Le attività del campo IO CI STO si svolgevano tra gli ulivi dove sono state collocate due grandi tende e una tettoia. I volontari vi insegnavano la lingua italiana, occasione per un contatto fraterno e amicale, anche questo una necessità degli immigrati che vivono nelle campagne, spesso isolati e lontani dai centri abitati, e per sensibilizzare ai diritti dei lavoratori, sfruttati e costretti, quindi, a condizioni di vita indecenti.
Anche quest'anno abbiamo attivato la ciclofficina: aiutare gli altri ad aggiustarsi la loro bicicletta, uno strumento che li rende meno dipendenti dai caporali e gli facilita il rapporto diretto con possibili datori di lavoro. La libertà di movimento contribuisce verso un lavoro dignitoso e giusto. Grazie anche a questo mezzo alcuni sono riusciti a trovare delle abitazioni abbandonate vicino alla città e poi ad affittare un appartamento.
Alcuni volonatri hanno collaborato con la rete "Campagne in lotta" nell'allestimento e manutenzione della sede di "Radio Ghetto", collocata molto vicina alle abitazioni del Ghetto. Alcune trasmissioni sono state registrate e rese disponibili ad altre radio attente al fenomeno migratorio ed in particolare allo sfruttamento lavorativo.
I volontari dell'Avvocato di Strada, da poco ricostituito a Foggia, hanno avviato uno sportello informativo per avvicinare coloro che dimostravano difficoltà con i documenti o volevano far valere i loro diritti di lavoratori. In proposito alcuni singoli casi sono stati risolti, altri, per le lungaggini burocratiche, sono ancora in corso.


Ortanova

Quest'anno, per la prima volta, abbiamo collaborato con l'associazione Noialtri di Ortanova, impegnata in modo particolare con i bambini rom, immigrati e italiani in un doposcuola ed in attività educative e di integrazione. Volendo organizzare delle attività estive, abbiamo scelto di dar loro una mano. Tre pomeriggi alla settimana un gruppo di volontari vi si recava per sostenere l'associazione nell'animazione. La realtà migratoria della località è piuttosto complessa e problematica e questa attività ha segnato l'inizio di una particolare attenzione alla zona. Il desiderio di conoscere meglio i Rom ha portato i giovani a porsi molte domande che, grazie ad un intervento di Clelia, esperta nel settore, hanno ricevuto risposte ed una visione positiva di questo popolo discriminato e perseguitato da secoli e stravolto dall'assistenzialismo.


Valutazione

Le esperienze raccolte in questi anni ci conferma la validità del campo IO CI STO, sia da un punto di vista del servizio reso ai migranti, che ai giovani volontari stessi. Il loro incontrarsi nei vari servizi ha creato una situazione positiva: per i primi un contatto fraterno e spensierato con dei giovani italiani, per gli altri un contatto coinvolgente e arricchente con i migranti. Inoltre la nostra presenza, l'anno precedente a San Severo e quest'anno a Foggia, ha risvegliato o rinnovato l'impegno di associazioni, giovani e chiese locali verso i migranti che vivono nelle campagne ed in modo particolare è cresciuta la coscienza che il cuore di ogni problema, in fin dei conti, risiede nel loro sfruttamento lavorativo che non gli permette di rinnovare il permesso di soggiorno, di poter scegliere un'abitazione dignitosa, di avere una residenza, ma soprattutto di essere rispettato come persona, nella sua dignità. Questo ha portato a richiedere la presenza di p. Arcangelo, Concetta o altri volontari a testimoniare il vissuto e la propria esperienza.
L'attenzione a questi luoghi di servizio, il Ghetto e Ortanova, non termina con il campo IO CI STO, ma la Migrantes dell'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, i missionari Scalabriniani di Siponto e le varie associazioni coinvolte. A fine IO CI STO è stata celebrata una messa presso un'abitazione nel "quartiere a luci rosse" per la piccola comunità di cristiani. Abbiamo continuato, in base alle possibilità, a celebrarla ogni domenica e il giorno di Natale presso una parrocchia di Foggia dove una famiglia l'ha invitata a pranzo per gustare i cibi locali, ma ancor più un clima di famiglia. L'iniziativa, gradualmente, sta per essere affidata alla diocesi di riferimento.

 

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