Testimonianze

… due giorni e mezzo...

La raccolta del pomodoroDa giorni volevamo conoscere meglio il territorio intorno a San Severo. L'occasione è arrivata grazie alla presenza di bel gruppo di volontari e seguendo alcune indicazioni della Caritas diocesana ci siamo organizzati per perlustrare il territorio alla ricerca di braccianti agricoli che vivevano in casolari abbandonati o accampati. Un giorno, con Andrei e Marco, Mentre eravamo appena fuori città, abbiamo dato un passaggio a cinque giovani con i loro minimi bagagli. Dalle prime parole abbiamo capito che si trattavano di romeni e così Andrei, loro connazionale, si è subito prodigato in un cordiale dialogo: erano intenzionati ad andare alla stazione ferroviaria per tornare in Romania. Grazie all'interprete Andrei, abbiamo capito che dopo un mese di lavoro, non avendo ricevuto un centesimo, scoraggiati volevano prendere il primo treno senza biglietto e rientrare a casa. Erano stanchi e con i vestiti sporchi dal lavoro svolto. Li abbiamo invitati a restare con noi qualche giorno per poter riprendere forze, lavarsi e poi continuare il viaggio.

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Un Viaggio di Speranza

GEDV0033-rCammino con piena di speranza
Al bordo di incertezza
Sulle spine che la candela di vita 
Brillerà anche se è solo un minuto
 
Cammino con l’anima di ottimisma
Al villaggio sconosciuto di prosperità
Sperando che la mia vita
Sarà più brillante che mai
 
Vengo con una luce scintillante di pace
Al sacro suolo di promessa
Aspetta che mi darai un bicchiere d'acqua
Per togliere la sete di un bambino morente

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Io ci sto

Testimonianza giovanile di servizio solidale e di supporto alle attività degli immigratiiocisto-scout
Fondato da Padre Arcangelo Maira nel quadro di un impegno socio-pastorale per i migranti.
È un campo di lavoro, rivolto a giovani dai 18 anni in poi, per un'esperienza di volontariato, di incontro, di condivisione e di servizio per e con i migranti.
Quest’anno 2011, dal 24 luglio al 4 settembre, “Io Ci Sto” si è svolto rivolgendo essenzialmente l’attenzione ai braccianti africani che raccolgono i pomodori nelle campagne di Foggia e che spesso sono sfruttati da certi sistemi ingiusti, che purtroppo accompagnano il fenomeno crescente della mobilità umana.
Si stima che a settembre nel cosiddetto Ghetto di Rignano Garganico ci siano stati circa 500 lavoratori immigrati stagionali provenienti da diversi Paesi del continente africano.

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Un, due tre...si gioca!!

E dopo la bellezza di tredici anni dal bellissimo campo “Le Rondini” dei Missionari Scalabriniani a Borgo Mezzanone con il mio gruppo scout di Firenze, mi sono rituffata in questa nuova avventura interessata a conoscere, capire…ma anche pronta a  dare il mio contributo, così come la mia esperienza da capo scout mi ricorda: “Eccomi, per fare del mio meglio per essere sempre pronta a Servire”.

 

Le mie aspettative non sono state deluse: ho vissuto una settimana molto intensa a stretto contatto con tanti giovani di provenienze diverse, un mix variegato che ci ha permesso di allargare le nostre vedute e i nostri modi di operare. Infatti, grazie al clima di grande rispetto, libertà e flessibilità, ciascuno ha potuto portare il proprio contributo in base ai propri interessi e competenze. Ci siamo sentiti accolti nella nostra originalità e ognuno è riuscito a “sentirsi a casa”, sì, perché come dice Padre Arcangelo “Casa è il posto in cui mi sento accolto”.

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Lo chiamano Ghetto, ma io ho visto altro

Impressioni e pensieri di un volontario tra i migranti del "ghetto" di Rignano

Spesso ci sentiamo dire, forse con troppa retorica, che non serve immaginare luoghi esotici e lontani per trovare qualcosa di straordinario. Ed è quello che mi è successo quest'estate, quando ho deciso di partecipare ad 'Io ci sto', il campo di volontariato che da qualche anno Padre Arcangelo Maira organizza per offrire sostegno ai migranti impegnati nelle nostre campagne. Raccontare qualcosa di straordinario non è mai facile e, d'altronde, potrei dirvi quello che ogni estate giornali e TV raccontano nei loro servizi: le paghe da fame, le baracche fatte di materiali di riciclo, le violenze dei caporali, la carenza di acqua potabile e quant'altro.

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